Giro del Sassolungo e Città dei Sassi
Molti i rifugi lungo la via: Rifugio Salei, Rifugio Federico Augusto, Rifugio Sandro Pertini, Malga Sasso Piatto, Rifugio Sasso Piatto, Rifugio Emilio Comici e l’attraversamento della fantastica città dei Sassi.
INTRODUZIONE
Il giro del Sassolungo e l’attraversamento della suggestiva Città dei Sassi costituiscono una delle escursioni ad anello più spettacolari, iconiche e frequentate di tutte le Dolomiti. Questo itinerario si snoda ai piedi delle maestose pareti verticali del gruppo del Sassolungo e del Sasso Piatto, regalando panorami mozzafiato sulla Val Gardena, sulla Val di Fassa e sul vicino massiccio del Sella. Di seguito trovi la scheda tecnica del percorso, le foto del nostro cammino e la traccia GPX da scaricare.
Nota di repertorio: Si tratta di un’escursione d’archivio storica. Condivido questo racconto per il grande valore delle immagini, dei ricordi e della bellezza senza tempo dei luoghi, ma ti invito a verificare sempre l’aggiornamento dei sentieri, l’apertura stagionale dei rifugi lungo il percorso.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
- Tipologia: Escursionismo (EE)
- Impegno Fisico: Medio
- Difficoltà tecnica: Media
- Dislivello: +900m circa
- Tempo totale: 6-7 ore circa
- Punto di Partenza: Google Maps
- Traccia GPX: Scarica la traccia nel box Outdooractive a fine pagina
- Annotazioni: Il tempo impiegato comprende le pause con passo medio
DESCRIZIONE
Rispetto alla settimana precedente, quando le temperature erano quasi primaverili, il clima si è fatto decisamente invernale, e alle 9.00 del mattino la temperatura è di –11 C° e, a folate, il vento è veramente pungente.
Decidiamo di effettuare l’itinerario in senso orario.
Alle 9.20 transitiamo davanti al rif. Valentini, quindi, comodamente su strada sterrata, raggiungiamo il rif. Salei e il rif. Friedrich August. Adesso il sentiero traversa le morbide pieghe pascolive che, come il drappeggio di un tessuto, vanno a morire in fondo alla Val Duron: verso est biancheggia il ghiacciaio della Marmolada, a sud, oltre la valle, s’impone il gruppo del Catinaccio e del Catinaccio d’Antermoia, mentre verso ovest svettano i Denti di Terrarossa.
Lasciato il rif. Pertini, bisogna superare qualche risalto roccioso, prima di raggiungere il rif. Sassopiatto, ubicato al Giogo di Fassa: non si può che rimanere rapiti dal panorama offerto dal vastissimo altopiano dell’Alpe di Siusi, che, disteso come come un plaid per una scampagnata di giganti, ci accompagnerà lungo tutto l’attraversamento del lato occidentale del gruppo del Sassolungo.
Dai 2300 mt del passo si scende ai 2100 mt del Piz Uridl e, quindi, ai 1960 mt circa nei pressi del Plan da Cunfin, per poi ricominciare a salire verso il canalone del Dantersasc posto proprio nel cuore del gruppo, tra il Sassolungo propriamente detto e il Sassopiatto, dove si trova il rif. Vicenza a quota 2253mt.
Continuiamo a rimontare le pendici nord-occidentali del Sassolungo fino al Piz Ciaulonch, 2114 mt, da dove, verso est, ci appare nuovamente il Sella illuminato dal sole, mentre a nord-est le Odle e i Cir ci impressionano mentre digradano verso il Passo Gardena.
Scattiamo un’ultima foto verso l’Alpe di Siusi e lo Scilliar che ne chiude la quinta, per poi tuffarci nella grande frana, sotto la parete nord, incuranti di un cartello che invita a non percorrere il sentiero perché cancellato dallo smottamento: così, senza perdere quota, traversiamo proprio sotto la parete settentrionale. Lungo il percorso passiamo vicini ad alcune rientranze nella roccia, adornate da suggestive stalattiti di ghiaccio, e, verso le ore 13.00 giungiamo al rif. Comici dove registriamo la temperatura massima di tutta la giornata: -6 C°!; approfittiamo subito del “momento afoso” per consumare il nostro pranzo.
Ripresa la marcia quasi subito, c’incamminiamo attraverso i pascoli che tra circa un mese saranno invasi dagli sciatori, per poi addentrarci tra l’intrico di rocce denominato “Città dei sassi”: è un posto magico questa specie di labirinto, dove vien voglia di fermarsi, perché si ha l’impressione che ogni albero nasconda un folletto e ci si aspetta che, da un momento all’altro, da ogni buco , da ogni anfratto possa uscire un nano.
Ne usciamo riluttanti. I pascoli del Passo Sella ci attendono aperti, solari: il Sella con la sua Locomotiva sembra un’onda che smorza il suo impeto, disfacendosi, quando arriva alla spiaggia.
Raggiungiamo l’auto alle 14.30 e… ci verrebbe voglia di ricominciare il giro.
































