Cima del Zuc Torondo e Monte Forcella da Piancavallo: escursione EE

INTRODUZIONE

Questa escursione atipica in Piancavallo passa per il Zuc Torondo ed il Monte Forcella, 2 cime poco conosciute e non servite da tracce di sentiero, regalano però un punto di vista alternativo rispetto alle più gettonate Monte Tremol e Monte Colombera.

DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE

  • Data: 31-10-2026
  • Tipologia: EE (Escursionisti Esperti)
  • Dislivello: +800m
  • Durata totale: 3h 45m(comprese pause con andatura vivace, calcola 4h 30m-5h)
  • Distanza percorsa: 10Km circa
  • Difficoltà tecnica: Media / Impegnativa (assenza di traccia battuta e orientamento a vista)
  • Impegno fisico: Medio Alto
  • Punto di Partenza: Piancavallo (PN) Google Maps
  • Traccia GPX: Scarica la traccia GPX nel box Wikiloc a fine pagina

⚠️ NOTA DI SICUREZZA

La salita ai due monti Zuc Torondo e Monte Forcella è riservata a escursionisti esperti che sanno valutare eventuali pericoli e sanno scegliere le vie migliori. Su queste due ascensioni non ci sono tracce da seguire.

💡 Consiglio: I meno esperti possono fare il giro evitando queste due ascensioni, mentre gli esperti non avranno grosse difficoltà. Leggi tutta la descrizione per scoprire le evidenze che ho trovato personalmente sul posto.

Nota di Sicurezza:
La salita ai due monti Zuz Torondo e Monte Forcella, sono riservati ad escursionisti esperti che sanno valutare eventuali pericoli e sanno scegliere vie migliori di altre. In questi due ascensioni non ci sono tracce da seguire. I meno esperti possono fare il giro evitando queste due ascensioni, mentre gli esperti non avranno grosse difficoltà. Leggi tutta la descrizione sulle evidenze che ho trovato personalmente sul posto.

Descrizione

La partenza è da dietro il pala ghiaccio, c’è un’ampio spazio comodo per lasciare la macchina. Sebbene si possa salire anche da altre vie, qui descrivo quella più bella ed avventurosa.

Parto subito prendendo il sentiero indicato dalle tabelle poco lontane inoltrandomi nel bosco e seguendo i chiari segni sugli alberi.

Oggi si può ammirare il “Fogliace” il sentiero è completamente coperto dalle foglie, gli alberi riflettono la luce del sole regalando colori fantastici e rilassanti.

Poco più avanti si trova la la deviazione per l’Alta Via dei Rondoi, ma proseguo dritto verso il sentiero 918a

Ancora qualche minuto di camminata ed imbocco il sentiero per la Baita Arneri, sentiero 918a, che sale con una buona pendenza.

In tutta questa parte all’interno del bosco bisogna porre una maggiore attenzione in questo periodo, il fatto che il sentiero è tutto coperto da foglie, spesso, si mettono i piedi sopra roccette e soprattutto radici nascoste, quindi attenzione a non inciampare o scivolare.

Proseguo sempre in questo fantastico bosco, oggi sono completamente da solo, c’è solo il rumore dei mie passi sulle foglie; fino ad uscire nei pressi della Baita Arneri. Prima tappa Panoramica.

Riparto subito, difronte si vedono le tabelle indicatorie dei sentieri, volendo si può anche seguire la strada di servizio sulla sinistra ma è un pò più lunga; comunque la si incrocia poco più su.

La salita ora su questa stradina è più facile ma sempre con una certa pendenza, c’è una bellissima panchina a metà che guarda il comprensorio sciistico dall’alto.

In poco tempo arrivo al Cristo di legno. Seconda tappa. Qua vale la pena fermarsi qualche minuto in più, 2 panchine, una che guarda la conca di Piancavallo e l’altra verso La Val dei Sass. C’è il libro di vetta.

SALITA ZUC TORONDO

Scendo verso la stazione a monte della seggiovia Tremol2, attraversando la pista da sci si intravede l’inizio del sentiero, proprio dall’altra parte su paletto in legno con segno bianco/rosso tipico dei sentieri CAI.

Adesso devo capire qual’è la via migliore per salire nel Zuc Torondo, non esiste una via ufficiale, non c’è una traccia da seguire, quindi bisogna valutare sul posto, intanto proseguo per il sentiero fino al primo cartello che indica Antro delle Mate a sinistra. Nel frattempo osservo la base della piccola cima per capire la via migliore, sembra non essere troppo accessibile, vedo delle rocce da superare.

Proseguo, ed arrivo alla grotta (Antro delle Mate) caratteristica cavità carsica. Inizio la salita del monte appena a fianco della grotta sembra esserci una traccia, ma poco dopo svanisce.

Nel frattempo però vedo che le possibilità di salita sembrano più sicure, quindi proseguo in questa direzione. La salita è a valutazione passo dopo passo, non ho una traccia da seguire ne sul GPS ne a terra, si deve proseguire su un terreno prativo con una pendenza poco sotto i 30° però è sufficiente per scivolare in caso il fondo sia bagnato.

Bisogna fare attenzione a 3 cavità molto grandi e quindi anche evidenti (e segnalate nella carta topografica) ed ad alcune altre minori meno evidenti e non segnalate. Tutto sommato la salita è fattibile e in poco tempo raggiungo la vetta.

In cima non c’è nulla solo qualche pietra, una sull’altra, ad indicare la vetta, non mi è parso un buon posto per sostare, peccato. Mangio mezzo panino, nel frattempo mi sposto per capire se posso scendere dall’altra parte senza tornare indietro. NO, meglio di no, le rocce che vedevo da sotto sono troppo esposte e verticali, non conviene. E’ molto più sicuro tornare sulla traccia appena fatta.

Scendendo, verso la metà, sono risalito su un’altro promontorio, dove vedevo, anche da sotto, una sorta di croce o qualcosa del genere, salgo anche qui e c’è una lapide in memoria di ARNALDO che recita “TI SIA LIEVE IL PASSO OVUNQUE TU SARAI“.

Mi fermo per una preghiera e proseguo dritto cercando di scendere senza tornare indietro, vedo una possibilità di discesa migliore di altre e dopo qualche passo intravedo una traccia di sentiero, significa che qui qualcuno ci viene più spesso, pero la traccia è proprio esile e a volte si confonde con la vegetazione, porta nuovamente ad incrociare il sentiero fatto poco prima verso la tabella che indicava l’Antro delle Mate.

SALITA AL MONTE FORCELLA

Riprendendo il sentiero ritorno nuovamente all’incrocio di prima (tabella Antro delle Mate) ma questa volta svolto a destra verso la Forcella Palantina Bassa. In poco tempo ci arrivo per un facile sentiero molto battuto.

NB: Forcella Palantina. Qui si potrebbe fare confusione perchè la cartina topografica riporta 3 “Forcella Palantina”: Forcella Palantina Bassa, Forcella Palantina Alta e Forcella Palantina. Sono in ordine da Ovest ad Est.

La salita è evidente basta puntare verso la vetta, anche qui non c’è una traccia da seguire, la pendenza è maggiore di prima, salgo a zig-zag, sempre su terreno prativo, poco dopo metà ascesa, l’area di salita si restringe e diventa più una cresta.

Basta prestare maggiore attenzione e non avvicinarsi troppo al lato sinistro, qui la parete va giù a picco, però c’è abbastanza posto per camminare quindi si può proseguire comunque in sicurezza. Ci sono solo 2 passaggi un pò più esposti ma nulla di che.

Arrivato in cima, anche qui non è presente un vero riferimento, però la visuale è più ampia rispetto a prima. Si potrebbe scendere proseguendo dritti, verso la Forcella Palantina Alta, ma decido di ritornare dalla via di salita.

Arrivato nuovamente alla base scendo per le piste da sci passando a fianco della Baita Arneri e poi nuovamente per il bosco fino a tornare al punto di partenza.

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Se ti è piaciuto questo itinerario, ti consiglio, sempre in Piancavallo, anche la salita al Monte Tremol e Monte Colombera.

Cima del Zuc Torondo e Monte Forcella da Piancavallo: escursione EE

cristian

Note e Sicurezza: I percorsi descritti hanno valore puramente informativo e vanno affrontati sotto la propria esclusiva responsabilità. Valuta sempre la tua preparazione tecnica e fisica, l'attrezzatura, il meteo e le condizioni dei sentieri, scegliendo quelli più adatti a te. Prima di partire, consulta i miei Suggerimenti sulla Sicurezza in Montagna →: uno spunto di riflessione e consapevolezza in più per ridurre al minimo il rischio di incidenti.