Anello Lago di Sorapis via Forcella Marcuoira e Rifugio Vandelli

INTRODUZIONE
C’è un modo molto più avvincente e panoramico per raggiungere le famose acque turchesi del Lago di Sorapis rispetto alla solita via classica: compiere l’itinerario ad anello attraverso Forcella Marcuoira.
Imboccando i sentieri 213 e 216 dal Passo Tre Croci, ci si lascia alle spalle la folla per immergersi in un ambiente dolomitico più severo e spettacolare. Una bellissima camminata che richiede un minimo di abitudine ai terreni sconnessi e un passo fermo, ma che ripaga con vedute e panorami indimenticabili.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
- Data: 26-09-2026
- Tipologia: EE (Escursionisti Esperti)
- Dislivello: +880m
- Durata totale: 5h 30min (comprese pause)
- Distanza percorsa: 16Km
- Difficoltà tecnica: Media (sentiero 216 esposto e con tratti attrezzati)
- Impegno fisico: Medio
- Sicurezza/attenzione: Passo sicuro, assenza di vertigini, bastoncini e calzature adeguate
- Punto di Partenza: Passo Tre Croci vedi in Google Maps
- Traccia GPX: Scarica la traccia GPX nel box Wikiloc a fine pagina
- Annotazioni: Affollamento estremo lungo il sent. 215 e al lago
DESCRIZIONE
La partenza migliore è dal Passo Tre Croci, si può parcheggiare lungo la strada fuori dalla careggiata, ma bisogna arrivare molto presto; noi siamo arrivati alle 8:40 ed era già tutto pieno, tieni conto che siamo a fine settembre pertanto questo posto è estremamente affollato… vedi meglio tutta la descrizione.
Abbiamo così parcheggiato poco più sotto, nel grande parcheggio Rio Gere, ma attenzione che anche qui, quando siamo rientrati, era molto affollato…
Da qui l’itinerario si è allungato di qualche chilometro e un centinaio di metri di dislivello, circa 30-40minuti in più.
SALITA
Dal parcheggio si sale per una comoda strada sterrata seguendo, poco più avanti, le indicazioni per il Lago Sorapis sent. 215; ma poco prima di arrivare al Passo Tre Croci, dove parte il n.215, un’altra indicazione mostra la via per la salita attraverso la Forcella Marcuoira.
Piccola premessa: il sentiero 215 è il classico di andata e ritorno ma negli ultimi tempi è noto per il grande affollamento, pertanto, ho scelto di salire attraversando la Forcella Marcuoira, molto meno frequentato; ma attenzione perchè da questo lato il sentiero è classificato EE quindi per Escursionisti Esperti. Per tutti gli altri meglio usare il 215 andata e ritorno.
Sentiero 213 – 216 fino al Lago del Sorapis
Appena passati a fianco del Campeggio, si sale per il sentiero 213, una stradina sterrata comoda in mezzo al bosco.
La salita è semplice con lieve inclinazione, si attraversa qualche tratto più tecnico e pendente ma nulla di complicato fino ad arrivare ad un bivio dove prendiamo a sinistra in direzione della Forcella Marcuoira sent. 216.
La via si fa più tecnica, il fondo è sempre molto stabile, ancora nessuna difficoltà; ma poco dopo si intravede benissimo il sentiero di salita attraverso un terreno che attraversa un’evidente parte franata.
Intanto da qui si apre un bellissimo panorama che merita una piccola pausa prima della salita vera e propria.
Adesso iniziamo a salire su terreno poco stabile, anche se la traccia resta sempre ben marcata. Ad ogni passo l’aderenza a terra è precaria; una buona tecnica nell’uso dei bastoncini aiuterà moltissimo in questo contesto.
Ci si avvicina sempre più alla parete rocciosa e si intravede la forcella sopra di noi. Qui aumentano le difficoltà: non si prosegue più su una traccia vera e propria, ma la risalita avviene tra blocchi e pietraia. Il terreno è roccioso e disconnesso, e richiede massima attenzione al pietrisco mobile appoggiato sulle rocce, che riduce l’aderenza degli scarponi.
La direzione è chiara. C’è qualche bollino rosso che indica la via di salita, anche se non sempre mi è sembrato il passaggio migliore. In alcuni punti può essere necessario usare le mani per mantenere l’equilibrio, ma tutto sommato la salita non è particolarmente difficile: si tratta solo di fare un po’ di attenzione.
Arrivati alla Forcella Marcuoira 2.307m, si apre nuovamente un grandissimo panorama anche nell’altro versante, è completamente al sole ed è qui che optiamo per la prima pausa. C’è molto spazio ed è veramente comodo scegliere il posto migliore per rilassarsi e goderci il panorama in tutta tranquillità.
VERSO IL LAGO SORAPIS E RIFUGIO VANDELLI
Ripreso il sentiero ci dirigiamo verso l’evidente traccia che porta alla base della parete del Ciadin del Loudo; anche qui verso la parete bisogna affrontare un breve attraversamento su traccia ben marcata all’interno di un ghiaione/sfasciume di parete. Il terreno si presenta friabile ma ben camminabile, fino proprio ad arrivare a contatto con la parete rocciosa.
Adesso abbiamo il tratto più pericoloso, ma è assicurato da una fune metallica in perfette condizioni e molto rigida, è un vero corrimano molto solido; non è un tratto molto lungo sono 2 tirate da 20-30m.
Non ci sono indicazioni che obbligano l’uso del kit per vie ferrate, noi lo abbiamo percorso a mani nude senza kit, chi si sente meno sicuro può portare/usare il kit ferrate anche se non obbligatorio. (vedi nelle foto e meglio ancora nel video questo passaggio).
Questo passaggio ci aiuta ad attraversare un tratto molto esposto e deve essere affrontato con maggiore attenzione, ma lo spazio a terra è abbastanza largo e comodo.
Fatto questo incomincia la discesa verso il lago Sorapis ed il rifugio Vandelli, su una traccia di sentiero non sempre stabile e ricca di rocce affioranti, inoltre in alcuni casi è piuttosto pendente, ma mai troppo esposta e la vista del lago e del rifugio, si fa presto presente.
Anche qua basta avanzare con passo sicuro più che altro per non inciampare sulle rocce e più giù, verso il lago, sulle radici degli arbusti presenti ai lati.
Entrati nuovamente all’interno del bosco, poco dopo, incontriamo un bivio che ci condurrà verso il lago ed al Rifugio Vandelli. Una grande tabella, poco più avanti, completa tutte le indicazioni anche per altre opzioni di percorsi. Da qui a destra verso il lago e a sinistra verso il Rifugio.
LAGO SORAPIS
Iniziamo andando verso il lago, dopo qualche minuto ci arriviamo, ma già abbiamo capito quanta gente ci sarà; qui tutto è cambiato in termini di affollamento, dalla tabella con le indicazioni appena descritta c’era un gran numero di persone che andava in tutte le direzioni.
Arrivati al lago, si, come descritto in molte relazioni, è effettivamente magico, ha un colore incredibilmente bello, mai visto uno così. Però è vero anche l’affollamento descritto nelle recenti guide.
Per trovare un pò di tranquillità conviene proseguire un pò per un sentiero, neanche tanto facile, che costeggia il lago poco più in su, fino a trovare un angolo di tranquillità
Fatta qui la seconda pausa, anche se siamo a fine settembre, con la giornata di sole di oggi, la temperatura era molto gradevole, si stava tranquillamente in maniche e pantaloncini corti.
RITORNO AL PUNTO DI PARTENZA
Iniziamo la via del ritorno, passando prima per il Rifugio Vandelli, ancora aperto in questo periodo, ma solo il mattino ed il primo pomeriggio, eventualmente informarsi prima.
Prendiamo il sentiero n.215 che ci avvierà verso il Passo Tre Croci, come già anticipato prima, c’era un’incredibile affollamento, una vera e propria fila di persone che dovevamo seguire, mentre un’altrettanta fila di persone che invece continuava a salire.
Il sentiero 215 non è apparentemente difficile, ma non va sottovalutato: il fondo è ben compatto e la larghezza è abbondante, però a terra ci sono molte rocce affioranti e la roccia è completamente levigata dal passaggio di innumerevoli persone; inoltre questo via-vai di persone in senso alternato, riduce effettivamente la disponibilità degli spazzi di camminata.
Ci sono alcuni punti da porre maggiore attenzione, qualche passaggio su gradoni, passerelle in ferro, brevi tratti un pò esposti assicurati con una fune, spesso radici esposte; tutto da rimanere comunque con l’attenzione a non inciampare, gravato dal fatto che la lunga fila di persone da seguire, ti porta ad andare avanti per inerzia, magari omettendo quel minimo di attenzione necessaria.
In caso di pioggia o comunque di bagnato a terra tutta quella roccia levigata e le moltissime radici affioranti, cambieranno radicalmente la difficoltà del sentiero aumentando il rischio di scivolata.
In prossimità del passo il sentiero è una bella strada larga in mezzo al bosco, nessun problema qua, poi si ripercorre il tratto di via fatto all’inizio per tornare al punto di partenza.
CONSIDERAZINI E VALUTAZIONI AGGIUNTIVE
Vorrei lasciare un suggerimento da valutare per i più esperti in base alla propria esperienza e consapevolezza dei pericoli, più che altro per il fatto di questa enorme presenza di persone.
Valutare di arrivare molto presto e seguire la traccia al contrario:
- Arrivando presto si troverà parcheggio in prossimità dell’inizio del sentiero;
- salendo per il 215 si incontreranno poche persone;
- si arriverà tra i primi al lago e potrà essere ammirato in tutta la sua bellezza
- al ritorno però bisognerà attraversare la forcella Marcuoira, e quindi affrontare i tratti più pendenti e franosi in discesa aumentandone la difficoltà (ogni uno deve avere l’esperienza necessaria in tal senso)
- immagino che il giro sarà più piacevole
Ti è piaciuta questa avventura? Allora non perdere la guida alla Monte Popena basso da Misurina, un altro percorso con panorami unici, nella stessa zona!
