Monte Dolada ad Anello: Escursione in Alpago (Belluno)

INTRODUZIONE

Se cerchi un’escursione in grado di regalarti un panorama a 360 gradi semplicemente mozzafiato, la salita al Monte Dolada in Alpago è un vero e proprio must delle Prealpi Bellunesi. Conosciuto in tutta Europa come la “patria” del volo libero per deltaplani e parapendii, il Dolada offre anche agli escursionisti un itinerario ad anello di grande soddisfazione, sospeso tra la conca dell’Alpago, il Lago di Santa Croce e la sottostante Valbelluna.

Questo splendido percorso ad anello si sviluppa toccando il Rifugio Carota il Rifugio Dolada, per poi inerpicarsi lungo i sentieri che conducono fino alla panoramica Vetta del Monte Dolada. Si tratta però di un giro tecnico, che richiede passo fermo e una buona gestione dell’esposizione. In questa guida vedremo nel dettaglio l’analisi del percorso, la nota di sicurezza fondamentale per le creste e la traccia GPX verificata da scaricare.

⚠️ NOTA DI SICUREZZA E IMPEGNO FISICO

DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE

  • Data: 18-07-2026
  • Tipologia: EE (Escursionisti Esperti)
  • Dislivello: +950m circa
  • Durata totale: 4h 50min (soggettivo comprese pause)
  • Distanza percorsa: 10Km circa
  • Difficoltà tecnica: Alta
  • Impegno fisico: Alto
  • Sicurezza: Esperienza su passaggi in cresta
  • Punto di Partenza: Google Maps
  • Traccia GPX: Scarica la traccia GPX nel box Wikiloc a fine pagina

Descrizione

Partenza dal parcheggio nei pressi del Rifugio Carota, non ci sono molti posti; si sale prima per una stradina e poi per una traccia di sentiero. 

Fino al Bivacco Scalon (sembrava chiuso non accessibile), l’escursione è piuttosto facile, anche se in alcuni punti bisogna un pò stare attenti a dove si mettono i piedi, ci sono un pò di radici lungo il sentiero, inoltre la traccia a volte è un pò esposta ma sempre con difficoltà molto contenute. 

Arrivati al bivacco si gode di una bellissima vista sulla vallata. Ottimo posto per fare la pausa prima dell’ascensione alla vetta del Monte Dolada

Adesso cambia tutto, già un cartello a inizio sentiero, avvisa gli escursionisti che stanno per intraprendere un itinerario per soli esperti. 

Salita verso la vetta del Monte Dolada

Si sale immediatamente con una pendenza molto elevata e sarà così per un bel pò fin quasi alla fine, la pendenza tocca spesso tranquillamente e oltre i 30°. 

Il sentiero all’inizio è evidente e ci sono spesso i segni del CAI che lo contraddistinguono; poi man mano che si sale, diventano meno visibili fino, a volte la direzione è indicata con una freccia rossa, a volte ci sono dei bollini rossi e qualche ometto. 

La traccia spesso si perde per diverse decine di metri all’interno di una folta vegetazione, non si vede bene dove si mettono i piedi, bisogna un pò intuirla, o è poco o per niente visibile, alcuni segni rosso/bianco si trovano su sassi a terra così da indicarti che sei sulla via giusta, ma spesso sono ricoperti dalla vegetazione e li vedi proprio alla fine. 

Si sale sempre con stessa inclinazione, è una bella faticaccia, bisogna progredire a passo lento ma con costanza. I tratti più difficoltosi sono quando si attraversano dei ghiaioni neanche tanto stabili. alcuni segni visibili qua e la possono aiutare l’orientamento. 

Durante la salita i bastoncini sono molto utili sia per tenersi in equilibrio ma anche per distribuire meglio la forza di salita.

A volte ci giriamo indietro a guardare il panorama, ma vediamo anche la pendenza con cui siamo saliti, è impressionante. 

Come l’avviso sul cartello a inizio sentiero, confermo, che con bagnato o nebbia diventa molto pericoloso, i tratti sono abbastanza pendenti da farti facilmente scivolare in presenza di bagnato, così anche l’orientamento si perde facilmente se scendono le nuvole. Alcuni tratti potrebbero portarti in prossimità di “salti di roccia” se la visibilità è scarsa. 

C’è stato un breve tratto di sentiero coperto dalla vegetazione in un attraversamento a mezza costa, i bastoncini sono stati utili anche per sondare il terreno atterra che fosse stabile per metterci i piedi.

Arrivati in prossimità delle pareti di roccia che via, via si stringono (circa 5km misurati sulla traccia), i segni rosso/bianchi sembrano finiti e la logica potrebbe far pensare di proseguire su dritti. Invece guardando bene i segni si trovano sulla parete di destra; davanti a noi c’è una freccia che li indica. Questo per dire che bisogna costantemente cercare la segnaletica. 

Adesso ci si avvicina alla parte di destra e si sale verso la sommità con brevi passati su roccia. Qui abbiamo messo via i bastoncini, indossato il caschetto ed i guanti. 

Percorso in cresta

Da adesso in poi bisogna salire e percorre una cresta abbastanza semplice (per persone esperte) avere i guanti interi aiuta molto perchè si possono usare le mani con tutta tranquillità per tenersi in equilibrio un pò dappertutto. (nel video si vedono bene i vari passaggi) 

Ci sono due passaggi un pò da attenzionarte, poco prima della croce di vetta, il primo è una piccola forcelletta collegata da una cresta non molto larga, cioè non si attraversa tranquillamente camminando ma usando le mani ed abbassando il baricentro facendo molta attenzione, è un breve tratto di qualche metro. 

Il secondo è ancora un collegamento dove però questa volta bisogna disarampicare ma l’esposizione è notevole, qui ancora più attenzione, anche questo solo qualche metro. 

Praticamente siamo arrivati, mancano pochi passi, si vede la croce di vetta molto vicina a noi. 

In cima al Monte Dolada

Il panorama dalla cima del Monte Dolada è bellissimo, vediamo il Lago di S.Croce in tutto il suo splendore con le montagne attorno, dall’altra parte il piccolo lago di colore verde della Val Gallina. (foto e video rendono bene ma non come essere qua…) 

In vetta c’è abbastanza spazio per fermarsi un pò, in totale sicurezza, anche per più escursionisti, alla base della croce c’è il libro di vetta. 

Inizio della discesa

Bene, ora ripartiamo per la discesa, bisogna percorrere una lunga cresta molto panoramica ed a volte un pò esposta, poi il sentiero fa una curva a gomito, segnalato da un grande segno rosso/bianco su una roccia, è evidente il sentiero che scende ripido pur mantenendosi ancora in cresta.

Da qui aumenta di molto la pendenza in discesa, prima il sentiero deve essere percorso con più attenzione perchè si trova ancora su alcune creste, poi ci si può rilassare di più anche se continua la discesa con una certa pendenza ancora fin quasi al Rifugio Dolada

Da qui in poi fino al parcheggio la discesa è molto più facile, parte subito adiacente, e ci gira attorno, sotto la piazzola di atterraggio degli elicotteri. 

Il sentiero scende in mezzo al bosco attraversando 2 volte la strada asfaltata che sale al Rifugio Dolada, verso la fine incontra per un breve tratto parte della visa di salita ed arriva facilmente al parcheggio della macchina.

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Ti è piaciuta questa avventura? Allora non perdere la guida alla Alta via dei Rondoi, un altro percorso con panorami unici!

Monte Dolada ad Anello: Escursione in Cresta in Alpago

cristian

Note e Sicurezza: I percorsi descritti hanno valore puramente informativo e vanno affrontati sotto la propria esclusiva responsabilità. Valuta sempre la tua preparazione tecnica e fisica, l'attrezzatura, il meteo e le condizioni dei sentieri, scegliendo quelli più adatti a te. Prima di partire, consulta i miei Suggerimenti sulla Sicurezza in Montagna →: uno spunto di riflessione e consapevolezza in più per ridurre al minimo il rischio di incidenti.