Via di Guerra Ferrata Chiadenis EST e CAI Portogruaro (Monte Chiadenis)

INTRODUZIONE
Un itinerario ad anello spettacolare e di grande valore storico che combina la salita lungo la Via di Guerra (Ferrata Chiadenis EST) e la discesa attraverso la Via Ferrata CAI Portogruaro. Un percorso d’alta quota impegnativo ed emozionante nel cuore delle Alpi Carniche.
⚠️ ATTENZIONE
Questo itinerario è riservato a soli Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA). È indispensabile utilizzare il kit da ferrata completo di casco, imbracatura e guanti. La via ferrata non è affatto banale ed è considerata DIFFICILE: da non sottovalutare o prendere alla leggera.
Alcuni tratti che attraversando le trincee e postazioni di guerra verso la cima non sono assicurati. Trovi maggiori dettagli nella descrizione completa, nelle foto e nel video allegato.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
- Data: 12-09-2026
- Tipologia: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura)
- Dislivello: +750m
- Durata totale: 5 – 6h (comprese pause)
- Distanza percorsa: 9Km
- Difficoltà tecnica: Alta
- Impegno fisico: Medio Alto
- Sicurezza: Casco, imbrago e kit ferrata con guanti, passo sicuro
- Punto di Partenza: Google Maps
- Traccia GPX: Scarica la traccia GPX nel box Wikiloc a fine pagina
- Annotazioni: Vedi le note di sicurezza
VIDEO IN ELABORAZIONE, PORTA PAZIENZA, TORNA PIU’ TARDI
DESCRIZIONE
Partenza dal parcheggio gratuito poco prima di arrivare al Rifugio Sorgenti del Piave, si prende la stradina che sale proprio difronte, a fianco del grande tabellone indicatorio.
Si sale per questa facile strada sterrata (segnavia 132 fino al Passo Sesis) con nessuna difficoltà tecnica, molto larga e ben battuta fino ad arrivare al Rifugio Pier Fortunato Calvi a quota 2.164m, al momento proseguiamo su. (Faremo tappa al ritorno).
Da qui inizia un sentiero più stretto e un pò più ripido ma sempre piuttosto facile, fino al bivio che indica la direzione per la Ferrata Sartor, ma noi prendiamo per il Passo Sesis.
In poco tempo si arriva al Passo Sesis a quota 2.367m e la vista è già abbondante in tutte le direzioni, oggi ancor di più grazie alla favolosa giornata di sole.
VIA DI GUERRA “FERRATA CHIADENIS EST”
Seguiamo la tabella rossa indicatoria “VIA DI GUERRA FERRATA CHIADENIS EST” sentiero n.173, percorriamo ora un sentiero ben marcato ma molto più stretto, è una traccia di terra molto battuta ma in alcuni tratti un pò esposta sul fianco alla nostra sinistra.
C’è un piccolo passaggio su roccia a scendere, con un breve tratto di fune che può aiutare durante la discesa, poi si torna sul sentiero. La traccia è molto evidente la si vede benissimo davanti a noi.
Dopo poco che il sentiero torna a salire, si supera con una leggera curva la base della parete del Pin Chiadenis che abbiamo sulla destra e ci si ritrova davanti al Falso Passo dei Cacciatori (il Passo lo si vede poco più su).
Qui una tabella gialla indica “Via Attrezzata Chiadenis CAI di Portogruaro” in direzione “destra”, bisogna infatti girare a gomito e risalire la base della parete del Chiadenis che ora è davanti a noi; l’attacco della ferrata è proprio li sotto.
DESCRIZIONE FERRATA
Arrivati alla targa di inizio possiamo indossare il kit ferrata con imbraco, casco e guanti, c’è abbastanza spazio comodo per farlo. Prima di salire facciamo un pò di merenda visto che la prossima tappa sarà in cima.
La partenza è abbastanza verticale, e sarà così per quasi tutte le tratte; il cavo non è quasi mai teso e le tratte da un chiodo all’altro sono piuttosto distanti. La roccia però è molto arrampicabile, tuttavia la progressione dipende un pò dalle esperienze personali, se si è abituati ad usare il cavo come corrimano, qui non sarà sempre così, essendo molto molle spesso conviene assicurarsi con mani e piedi sulla roccia.
Bisogna affrontare qualche tratto abbastanza tecnico dove lo spazio di salita si ristringe molto, qualche passo atletico sarà necessario per salire più agevolmente su canalini e camini rocciosi; anche gli appigli scarseggiano, però sono presenti cambre e staffe che ne facilitano la progressione.
Altra considerazione va fatta sulla possibile caduta di sassi durante la salita, spesso si può mettere il piede su pietraie smosse con probabilità di caduta; è successo anche a noi con piccoli sassi ma potrebbero caderne anche di più grandi. Quindi attenzione a dove posizioniamo il piede, l’escursionista a seguito dovrà comunque essere vigile sul compagno o su eventuali scalatori più in alto.
Il cavo non è mai verticale puro (a strapiombo), abbiamo sempre parte del peso verso la parete, alcuni brevi tratti sono di traverso, questi si, sono molto esposti ma l’attrezzatura è ben ancorata.
CIMA DEL MONTE CHIADENIS
(Prestare attenzione!!!)
Mentre si sale, ormai arrivati verso la cima, si incontrano resti di opere militari e postazioni di guerra, e subito dopo ci si trova davanti ad un bivio: un cavo d’acciaio va verso sinistra e uno sale a destra.
Qui attenzione perchè non è molto chiaro, c’è una tabella in legno a forma di freccia che punta a sinistra con su scritto, immagino, Rifugio Calvi, ma è molto scolorita e non si legge bene. Si, la direzione da seguire per il Rifugio Calvi è a sinistra e percorrerà la cresta per poi scendere per la Via Ferrata del CAI Portogruaro; ma lo faremo dopo.
Per la cima invece, bisogna salire a destra, appena fatto qualche metro di fune, si incontrano trincee con qualche traccia di baraccamenti della Prima Guerra e sembra finire la, invece bisogna proseguire e poco più avanti, si trovano le altre tratte di cavo che salgono.
⚠️NOTA SULLA SICUREZZA PER SALIRE IN CIMA
Qui non è tutto assicurato dai cavi d’acciaio, si attraversano postazioni di guerra di alta quota con parti molto esposte, c’è spazio per passare però, anche se esperti, bisogna muoversi con cautela ad ogni passo, facendo attenzione anche a non smuovere sassi.
Si raggiunge poi un’ultima tratta di cavo che porta in cima dove c’è una piccola croce in metallo.
Siamo in Cima al Monte Chiadenis 2.459m, come si vede benissimo dalle foto e video, il panorama spazia a 360°, però la permanenza è limitata a fare foto e qualche minuto in più; lo spazio a disposizione è minimo.
Si è su una cresta molto piccola e delicata, una o due persone al massimo occupano già tutto lo spazio, pertanto se ci sono altri escursionisti che salgono è bene liberare il posto anche per loro, qui siamo su una cresta affilata ed aerea con pareti che precipitano in entrambi i lati.
Visto che il cavo arriva fino alla croce, è meglio rimanere sempre agganciati.
Per la discesa si segue la stessa via fino al bivio incontrato poco prima, naturalmente in discesa l’attenzione aumenta. Insomma in questo breve tratto di salita e discesa: concentrazione massima.
VIA FERRATA CAI PORTOGRUARO
Tornati al bivio, seguiamo l’indicazione della tabella vista prima, da ora in poi le difficoltà tecniche diminuiscono.
Qualche tratto in discesa, di traverso e poi nuovamente in salita fino a vedere sopra di noi una cassetta metallica; sarà quella che contiene il libro di vetta.
Siamo nuovamente in vetta, ma questa volta su una lunga cresta abbastanza piatta e più sicura di prima. Qui si può stare molto più tranquilli a godersi il panorama che sarà come quello di prima in quanto l’altitudine è più o meno la stessa.
Vediamo la piccola croce di ferro appena lasciata e altri 2 escursionisti li in cima. Ci fermiamo per la pausa pranzo in totale solitudine, non c’è nessuno.
DISCESA
Riprendiamo l’attrezzatura e ci riagganciamo al cavo per completare la Ferrata Cai Portogruaro. Il cavo e tutta la via è perfettamente attrezzata, solida, ben tirata, tutta un’altra cosa rispetto a prima; il primo tratto è stupendo, percorre tutta la cresta; ma in realtà anche tutto il resto e molto panoramico e divertente, anche da questo lato si supera qualche tratto esposto, ma meno di prima.
Alla fine si scende fino ad una forcella con resti di baraccamenti militari e si vede benissimo il Rifugio Calvi poco più sotto. Prendiamo un breve sentiero che a mezza costa conduce al Rifugio.
Ultima pausa prima della discesa finale.
La discesa è per la stessa stradina che abbiamo fatto in salita, quindi molto semplice e rilassante, fino a tornare al parcheggio della macchina.
Una volta cambiati e sistemata l’attrezzatura, restiamo ancora un pò ad ammirare il panorama difronte a noi e le cime che abbiamo appena attraversato…
Ti è piaciuta questa avventura? Allora non perdere la guida alla Via Ferrata Sartor al Monte Peralba e Via Normale Giovanni Paolo II, un altro percorso con panorami unici.
