Via Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos e Galleria del Lagazuoi

INTRODUZIONE
Un itinerario ad anello di straordinario valore panoramico e storico nel cuore delle Dolomiti, a due passi dal Passo Falzarego. Questa escursione combina la verticalità della Via Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos con il fascino della Grande Guerra, attraversando la suggestiva Galleria del Lagazuoi e le postazioni storiche della Cengia Martini.
⚠️ ATTENZIONE
Questo itinerario è riservato a soli Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA). È indispensabile utilizzare il kit da ferrata completo di casco, imbracatura e guanti. La via ferrata non è affatto banale ed è considerata DIFFICILE: da non sottovalutare o prendere alla leggera.
Anche il tratto sulla Cengia Martini richiede molta attenzione (vedi le note sulla Galleria qui sotto). Trovi maggiori dettagli nella descrizione, nelle foto e nel video.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
- Data: 03-09-2026
- Tipologia: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura)
- Dislivello: +800m
- Durata totale: 6h (comprese pause)
- Distanza percorsa: 10Km
- Difficoltà tecnica: Alta
- Impegno fisico: Medio Alto
- Sicurezza: Casco, imbrago e kit ferrata con guanti
- Punto di Partenza: Google Maps
- Traccia GPX: Scarica la traccia GPX nel box Wikiloc a fine pagina
- Annotazioni: Tempo di percorrenza soggettivo, tempi medi 7 ore
DESCRIZIONE
Partenza da parcheggio gratuito di fronte al Ristorante Da Strobel, l’itinerario parte proprio a fianco del ristorante, meglio arrivare presto al mattino, posto molto frequentato.
Si sale per una comoda stradina all’inizio e poi per un sentiero più tecnico con un fondo molto battuto e qualche radice sa superare, fino ad un pianerottolo dove si incontrano dei ruderi di baraccamenti della Grande Guerra. Gran bella vista già da qua sù, ci sono diverse panchine per ammirare il panorama.
VIA FERRATA BRIGATA ALPINA
L’attacco della ferrata è poco più avanti seguendo la direzione indicata dalla tabella in legno.
Si parte subito con dei tiri molto verticali, ed è così per quasi tutta la ferrata, bisogna superare un dislivello di circa 400m. Alcuni tratti di traverso permettono di riposarsi un pò.
Meglio iniziare presto al mattino perchè non ci sono molti punti sicuri per superare eventuali altri escursionisti, la fune d’acciaio è perfetta, in ottimo stato, bella tesa quasi dappertutto, solo alcuni tratti è lasca ma sono passaggi meno pericolosi, sono collegamenti tra una parete e l’altra.
Come detto è molto verticale, serve anche forza per tirarsi su, una buona tecnica di arrampicata sicuramente aiuta; ho trovato molti appigli sulla roccia sia per le mani che per i piedi anche se molti risultano levigati come dal passaggio di molti escursionisti.
Arrivati in cima si può togliere l’imbrago e tutto il resto del kit ferrata, da qui la vista è immensa come si può ben vedere dalle foto e dal video allegate dove ci sono anche maggiori dettagli su tutto l’itinerario, c’è molto spazio a disposizione per fermarsi quanto si vuole.
Dopo una pausa fermi per il primo spuntino, ripartiamo per raggiungere la cima del Col dei Bos.
L’ascesa è veloce bisogna solo individuare la via, non ho visto tabelle, ma c’è un omino in pietra a segnalare il bivio da prendere, la cima è segnalata da una croce in legno.
Anche qua una bellissima vista della Tofana di Rozes, in primo piano, e la bellissima Val Travenanzes. Difficile descrivere a parole, essere qui a vedere di persona questo posto è meraviglioso.
GALLERIA DEL LAGAZUOI
Proseguiamo ora per tracce di sentiero piuttosto semplici fino al Rifugio Lagazuoi, passando prima per la Forcella Travenanzes e poi per la Forcella Lagazuoi.
Al Rifugio sono una rapida occhiata, c’era tantissima gente così abbiamo preferito scendere subito verso la Galleria del Lagazuoi.
La galleria è completamente buia, ripida, alcuni tratti sono scivolosi, c’è una fune d’acciaio lungo tutta la discesa, non sempre l’altezza è sufficiente, bisogna abbassare la testa (poi dipende dall’altezza delle persone).
🔦 NOTA SULLA SICUREZZA IN GALLERIA
Come riporta il cartello all’inizio, è consigliato – ma io direi d’obbligo – indossare il casco e utilizzare una torcia frontale, oltre ai guanti per un’ottima presa sulla fune.
Pensare di scendere utilizzando solo la luce dello smartphone, con scarpe non adatte e senza casco è estremamente pericoloso: la possibilità di scivolare, battere la testa o farsi male è una probabilità molto concreta.
Lungo la discesa ci sono alcune aperture che fanno entrare un pò d’aria, non è un posto per chi soffre di claustrofobia, anche perchè la galleria non è affatto corta ci si impiega molto tempo a percorrerla.
Durante la discesa si possono vedere alcune “stanze” allestite dove vivevano i soldati dell’epoca.
Alla fine della galleria, si può scegliere di scendere per il sentiero oppure visitare i baraccamenti lungo la Cengia Martini.
CENGIA MARTINI
Questo tratto di sentiero è riservato ad escursionisti più esperti, la cengia è spesso esposta anche se gran parte del tracciato è servito da una corda d’acciaio (usare il kit ferrata ed imbrago è la cosa migliore) ma alcuni tratti ne sono sprovvisti, serve attenzione scarponi adatti e passo fermo.
Su questa via si possono visitare alcuni vecchi baraccamenti, con le loro targhette informative, della prima guerra mondiale.
Per scendere a valle bisogna ritornare indietro sino all’uscita della galleria lasciata precedentemente ed iniziare il sentiero di discesa.
SENTIERO FINALE PER LA DISCESA
Anche questo sentiero, non banale sopratutto all’inizio, deve essere affrontato con calzature adeguate, il fondo potrebbe essere scivoloso in alcuni punti, bisogna comunque prestare attenzione a dove si mettono i piedi.
Poi verso valle diventa molto più semplice, fino ad arrivare nuovamente al parcheggio della macchina.
Ti è piaciuta questa avventura? Allora non perdere la guida alla Sentiero Attrezzato Bonacossa, un altro percorso con panorami unici.
